Pubblicato: 11/04/2017 Da: Luca Borneo

Come raccogliere un piccolo aiuto da chi ci è vicino per farsi conoscere e realizzare un grande progetto

La campagna di crowdfunding Pulmino Amico, organizzata dall’Associazione Parkinson Rovigo & Amici Onlus, si è conclusa con grande successo. Scopo dell’iniziativa era la raccolta di parte dei fondi necessari all'acquisto di un pulmino attrezzato per rendere più agevoli gli spostamenti delle persone assistite dall'associazione. Obiettivo non solo raggiunto, ma superato di slancio, con il contatore della raccolta fondi che è andato oltre gli 8.000 euro, pari al 151% del budget inizialmente richiesto. Carlo Pipinato dell’Associazione Parkinson Rovigo ci ha raccontato come è andata.

Come è nata la decisione di ricorrere al crowdfunding per realizzare il vostro progetto?

Si sa che il bisogno aguzza l'ingegno. Noi sentivamo la necessità di avere la piena disponibilità di un mezzo di trasporto, attrezzato per disabili. Avevamo, ed abbiamo, la possibilità di chiedere aiuto ad associazioni amiche ma, come sempre succede, quando chiedevamo un aiuto cominciava una corsa ad ostacoli: una volta c'era l'autista e non il pulmino, l'altra esattamente l'opposto. E poi, soprattutto, vivevamo in una continua incertezza. Insomma abbiamo buttato il cuore oltre la siepe ed abbiamo fatto il grande passo; abbiamo comprato un pulmino, contando sulla nostra capacità di chiedere un contributo a parenti ed amici vicini.

Quale è stato l’aspetto più complicato che avete dovuto affrontare durante la preparazione del progetto?

Il momento iniziale è terribile, sai che devi farcela ma non sai come. Le idee si accavallano e un giorno ti sembra di avere capito tutto, il giorno dopo il morale finisce sotto i piedi perché pensi che non ce la farai mai. Non è nemmeno di conforto il consiglio degli amici, la maggior parte non sa dirti nulla che non sia banale o del tutto irrealizzabile. Alla fine abbiamo intuito che bisognava mettere a fuoco le nostre idee con il contributo di professionisti con esperienza concreta nel settore della raccolta fondi.

Quale è stato invece l’aspetto che vi ha dato maggiori soddisfazioni?

Affrontando un problema alla volta la nebbia si dirada. Un aspetto del progetto diventa chiaro, lo si realizza e ci si sente sollevati. Avevamo un problema: nessuno di noi aveva mai realizzato un videoclip. Non ci sentivamo né registi né attori, per non dire degli aspetti tecnici che ci terrorizzavano. Ebbene abbiamo trovato una regista (brava), un addetto alle riprese ed al montaggio (bravo) ed abbiamo filmato un videoclip che, non sarà da Hollywood, ma ci inorgoglisce.

Una campagna di crowdfunding di successo permette di raccogliere fondi, ma non solo. Cosa vi ha lasciato questa esperienza oltre il denaro?

Il denaro non è tutto. Abbiamo “rivisto” amici e colleghi di lavoro che non incontravamo da più di vent'anni. Una nonna ci ha regalato una cifra che, stante la sua modesta pensione, per lei è stata “importante”. Un bimbo di sei anni ha rotto e svuotato il porcellino salvadanaio, donandoci tutti i suoi risparmi. Molte persone, dopo aver sostenuto con un proprio contributo il progetto, si sono prestate a raccogliere fondi nei loro luoghi di lavoro o nella cerchia dei loro amici. Questo ci è piaciuto. Ci è molto piaciuto.
Proprio come insegna il crowdfunding, un piccolo aiuto che provenga da chi ci sta più vicino è il modo migliore per farsi conoscere e portare avanti un grande progetto come era quello del Pulmino Amico.

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