Pubblicato: 18/11/2019 Da: Alessia Mocci

Consolidare una squadra di lavoro: Il Progetto Mikita

L’Associazione Insieme per un futuro migliore dal 1966 si occupa della salute dei bambini bielorussi provenienti dalle zone contaminate dal reattore nucleare di Chernobyl. La campagna di crowdfunding Progetto Mikita lanciata su Ideaginger.it è nata dall'esigenza di trovare i fondi per pagare un’operazione agli occhi di un bambino bielorusso, Mikita, nato con la sindrome di Down e quasi cieco. Alcuni volontari dell’associazione hanno partecipato al workshop organizzato da Ginger insieme a La BCC ravennate forlivese e imolese Crowdfunding: l'energia del territorio, e si sono rimboccati le maniche creando un attivo gruppo di lavoro e iniziando ad usare in modo più assiduo il web per raccogliere fondi.

L’obiettivo iniziale era di 4.000 euro e sono stati raccolti 5.216 euro da 74 sostenitori in 40 giorni.

È stato un progetto strettamente sociale, ciò nonostante sono state proposte numerose ricompense per rendere partecipi i sostenitori e tenerli aggiornati sulla vita di Mikita.

Il progettista che ha seguito la campagna di crowdfunding è Sergio Croci, pensionato di Imola, che ha mostrato che non è mai troppo tardi per acquisire nuovi strumenti: si è messo in gioco e ha coordinato la campagna al meglio. Il gruppo di lavoro di cui ha fatto parte era eterogeneo e si è organizzato al meglio con un’ottima divisione dei compitima sempre in sinergia

Il crowdfunding è stata una nuova esperienza per Insieme per un futuro migliore. Com'è nata la decisione di fare crowdfunding e come vi siete preparati?

La decisione di fare crowdfunding è nata su suggerimento de La BCC in concomitanza di un importante progetto umanitario di cui la nostra associazione si era preso l'impegno di portare a termine e per il quale occorreva una somma di circa 4.000 euro che, al momento, non era nelle disponibilità. In sede di consiglio si è deciso di aderire all'iniziativa trovando una persona disponibile tra i membri a prendersi l'incarico di portare avanti il Progetto Mikita, previa partecipazione ad un corso di formazione gestito da Ginger. Il corso si è svolto in due incontri pomeridiani presso la Sala Convegni della BCC di Imola, durante i quali, ascoltati i diversi obiettivi dei partecipanti, sono state spiegate le varie tecniche di comunicazione e di presentazione su come poi realizzare i rispettivi progetti. Abbiamo dovuto lavorare a ritmo alto perché era la prima volta che ci avvicinavamo a questo metodo di finanziamento, ma con la collaborazione di Ginger e successivamente del Gruppo di Lavoro, il Progetto Mikita si è realizzato.

La preparazione dei contenuti è avvenuta nei mesi precedenti il lancio della campagna, in questo modo avete creato un progetto solido e efficace e un bel gruppo di lavoro eterogeneo: quante persone hanno collaborato alla realizzazione? 

Dopo che la bozza del Progetto Mikita fu approvata abbiamo avuto circa tre mesi di tempo per perfezionarla anche se ciò, causa il periodo estivo, è stato possibile farlo solo il mese antecedente alla prevista data di inizio. Il Gruppo di Lavoro che ha collaborato al Progetto era formato da 6 persone (5 ragazze e il sottoscritto). Inizialmente, si sono decise assieme le modifiche del testo iniziale e delle ricompense poi, ognuna di loro si è concentrata nelle varie attività di divulgazione o di raccolta off line. Personalmente mi occupavo dei rapporti con Ginger e, in collaborazione con la ragazza che si cura dei rapporti dell'Associazione su Facebook, provvedevo alle modifiche apportate al progetto o all'aggiunta di news. Ogni settimana aggiornavo il Gruppo sull'andamento del Progetto e sulle eventuali azioni di divulgazione da svolgere in funzione delle donazioni ricevute o di quanto consigliato da Ginger. Mi sono inoltre occupato della spedizione delle email di ringraziamento e delle previste ricompense in funzione della donazione ricevuta. 

La campagna ha avuto molto successo e ha coinvolto molte persone: quali sono stati i valori aggiunti prodotti da questa esperienza? 

Direi il gran cuore della gente in quanto, anche se le motivazioni che hanno dato origine al Progetto Mikita potevano far pensare ad un risultato quasi scontato, con tutti i problemi che oggi affliggono le famiglie, non avremmo mai pensato di raggiungere l'obiettivo con 20 giorni di anticipo arrivando poi al 130% nel finale. C'è stata una grandissima partecipazione ed ognuno ci ha messo del suo, impegnandosi con la propria fantasia e capacità per far sì che Mikita potesse finalmente vedere la sua mamma e ciò che lo circonda.

Avete fatto un ottimo lavoro inviando mail, creando news e pubblicando aggiornamenti Facebook, come l’esperienza di questa campagna di crowdfunding vi è servita per migliorare gli aspetti comunicativi della vostra Associazione?

Non ho idea di quante persone, oltre agli effettivi donatori, si siano approcciate al Progetto Mikita anche solo per  la curiosità di leggere la sua storia o, magari, di carpirne semplicemente qualche suggerimento utile per iniziare un proprio progetto. In ogni caso è palese che Ideaginger.it sia stata una bella cassa di risonanza e che ha destato molto interesse.