Pubblicato: 20/07/2018 Da: Virginia Giovani

CoopAttiva fa fiorire l'agricoltura sociale con il crowdfunding

Da oltre trent'anni CoopAttiva è operativa a Modena e a Pavullo nel Frignano. La Cooperativa sociale è di tipo misto A + B e sviluppa percorsi di supporto e inserimento lavorativo per persone con disabilità, intellettive e fisiche, o con difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro. L'idea della Cooperativa è usare il lavoro come opportunità di inclusione, ovvero "lavorare per unire". 

Natura che cura è il progetto di CoopAttiva dedicato all'agricoltura sociale inclusiva. L'iniziativa vuole utilizzare l'orto-terapia per alleviare le sofferenze e migliorare il benessere delle persone con differenti tipologie di disagio. Lo spazio è stato pensato sin da subito come luogo aperto a tutti, visitabile e fruibile e così doveva essere anche la sua costruzione. Raccogliere i fondi necessari per far partire i lavori con il crowdfunding è apparso così come un facile approdo del percorso. 

La campagna NATURA CHE CURA. Fai nascere con noi l'Agricoltura sociale a Nonantola! ha avuto molto successo, riuscendo a raccogliere oltre 16.600 euro, arrivando al 278% dell'obiettivo prefissato, e coinvolgendo più di 120 donatoriAbbiamo chiesto a Roberto Gatta, responsabile del progetto, come è stata sviluppata la campagna, quali saranno i prossimi passi dell'iniziativa ora che la raccolta fondi è terminata e come descriverebbe il crowdfunding dopo questa esperienza. 

La campagna di crowdfunding per il progetto di agricoltura sociale di CoopAttiva ha avuto un enorme successo, arrivando a raccogliere oltre il 270% dell’obiettivo. Come avete definito il budget della vostra campagna?

Abbiamo pensato di “volare basso”. Per noi era la prima volta, quindi l’obiettivo è stato deciso pensando alle prime necessità per le quali avevamo bisogno di fondi, ossia tutto il necessario per iniziare gli orti e l’impianto del bosco. Pur sapendo di aver bisogno di tanto altro, abbiamo optato per un obiettivo minimo, nella speranza di oltrepassarlo e puntare più in alto.

CoopAttiva non aveva mai fatto una campagna di crowdfunding prima. Come avete preparato la community a questo nuovo progetto e quale è stata la sua reazione?

È stata una bella scoperta per tutti, abbiamo avuto un grande riscontro da parte di tutti coloro i quali da tempo conoscono la cooperativa, cioè da oltre 30 anni! Ed abbiamo allargato moltissimo la nostra community, tanti altri che non ci conoscevano hanno scoperto la nostra realtà grazie a questa campagna di crowdfunding.

All'iniziativa hanno aderito anche imprese e altre realtà private, in che modo il crowdfunding vi ha aiutato a coinvolgere partner tradizionali nel progetto?

CoopAttiva lavora da sempre con aziende private del territorio come terzista, abbiamo quindi un ottimo rapporto con imprese con cui storicamente collaboriamo. Abbiamo provato a farci conoscere anche per un’attività diversa, e questo è stato molto apprezzato. Alcune imprese infatti hanno aderito alla nostra campagna conoscendo la nostra storia e la nostra affidabilità, hanno creduto nel progetto sapendo di poter dare un sostegno economico forte che si affiancasse alle donazioni private

Come avete stimolato i vostri sostenitori affinché continuassero a sostenervi anche dopo che avevate già raggiunto l’obiettivo iniziale?

Come dicevo, il primo obiettivo era reperire fondi per l’acquisto delle piante e di tutto il necessario per avviare le attività agricole. Successivamente abbiamo focalizzato l’attenzione su una visione più a lungo termine, chiedendo di sostenerci per fare un ulteriore investimento in vista dell’inverno: l’acquisto di una serra, necessaria per poter continuare le attività anche nei periodi più difficili dal punto di vista climatico.

Quali saranno i prossimi passi del progetto Natura che Cura?

Al momento abbiamo avviato i primi orti attivando già alcuni percorsi di riabilitazione, nelle prossime settimane procederemo con i primi raccolti... Che saranno destinati alle ricompense per i nostri donatori! In autunno contiamo di continuare le produzioni orticole stagionali e di iniziare la piantumazione del bosco, anche qui... Dedicando gli alberi ai nostri donatori!

Quali sono i tre aggettivi con cui definiresti il crowdfunding? Perché?

Impegnativo, perché mette alla prova un’organizzazione nel cimentarsi con un’attività di comunicazione costante e mirata, non facile da gestire al meglio.

Coinvolgente, perché se ben gestito fidelizza lo staff interno ed allarga sempre di più la community dell’organizzazione, spingendo ognuno a donare ma soprattutto a sponsorizzare il progetto contribuendo alla diffusione della campagna stessa.

Utile, perché dopo tanto impegno si raggiunge il risultato che, oltre alla fidelizzazione di tante persone creando ed allargando la community, nella pratica è un aiuto economico fondamentale per investire al meglio nel proprio progetto.


A tu per tu...