24/11/2023 di Luca Borneo, responsabile della piattaforma Ideaginger.it

Dal crowdfunding territoriale a quello di comunità

Nel corso dell’ultimo anno i partner con cui collaboriamo e che supportano le campagne di crowdfunding su Ideaginger.it sono 23.


Cosa spinge banche, università, pubbliche amministrazioni, aziende, fondazioni e associazioni di categoria a investire nel crowdfunding diventando partner di Ginger?

Cosa significa avviare una partnership con Ginger

Per prima cosa: il desiderio di lavorare con la comunità, conoscere le persone che la vivono e le iniziative a cui si dedicano.

Collaborare con banche legate a specifici territori, per esempio, ci dà modo di muoverci in lungo e in largo per la penisola e addentrarci nelle loro aree geografiche. Ed è in queste occasioni, durante eventi divulgativi o corsi di formazione al crowdfunding, che ci accorgiamo che i dirigenti di queste banche conoscono molte delle persone che partecipano, le aspettano all’ingresso dell’aula, le salutano per nome. In altri casi, mentre presentiamo le campagne di crowdfunding candidati a ricevere un co-finanziamento i membri del consiglio direttivo intervengono per raccontarci punti di forza e peculiarità di ogni realtà.

La valorizzazione dei rapporti personali che genera il crowdfunding non si limita però al livello geografico. Lavorando con l'Università di Torino e con l'Università Milano Bicocca mi sono accorto di quanto anche per lo staff di un ateneo promuovere il crowdfunding sia un’opportunità per conoscere realmente cosa accada dietro le porte dei laboratori e delle biblioteche, incontrare i ricercatori e conoscere le ambizioni che li guidano.

Dal crowdfunding territoriale a quello di comunità

In che modo il crowdfunding, che trae una parte consistente della sua forza nella comunicazione digitale, istantanea e senza confini ma spesso non la più adatta per sviluppare relazioni profonde, riesce a diventare uno strumento per costruire una comunità?

La risposta a questa domanda si trova nel modo di intendere il crowdfunding che abbiamo inventato a Ginger e che abbiamo definito crowdfunding territoriale. Cosa significa?

Nel 2013 Ginger ha mosso i primi passi in un ambito territoriale molto definito, quello dell’Emilia-Romagna. Questo ha permesso di organizzare eventi sul territorio, confrontarci con chi fosse interessato a lanciare una campagna di raccolta fondi e sviluppare le prime sinergie con partner interessati.

Da quando Ginger è attiva e presente in tutta Italia, il passo successivo è stato valorizzare quanto appreso in ambiti che, pur non essendo caratterizzati da un elemento geografico, si rivolgono comunque a una comunità di riferimento definita. È il caso delle università, per esempio, o della Fondazione Compagnia di San Paolo con cui abbiamo sviluppato una call tematica dedicata all’ambiente o della Fondazione Sant'Orsola. D'altronde cos’è “un territorio” se non una comunità pragmatica, i cui confini sono tracciati da esigenze operative e concrete, non semplicemente spaziali. 

Crowdfunding di comunità significa sfruttare il crowdfunding non solo per chiedere fondi, ma soprattutto per costruire relazioni su più livelli, che rappresentano poi la precondizione essenziale anche per raccogliere donazioni.

  • Relazioni tra partner e progettisti, che possono incontrarsi, conoscersi ed entrare nel merito delle campagne di raccolta fondi.
  • Relazioni tra Ginger e i partner, con cui interpretiamo le attività di responsabilità sociale e i gesti di filantropia. 
  • Relazioni tra Ginger e progettisti, che sanno di poter contare sulla collaborazione costante del loro Campaign Manager dedicato
  • Relazioni tra progettisti, partner e donatori, che diventano tre fattori interconnessi per il successo per ogni campagna di raccolta fondi.

Il crowdfunding di comunità per differenziarsi e acquisire valore

Utilizzare il crowdfunding per costruire una comunità aiuta un partner a ottenere un ritorno sull'investimento più ricco della “sola” visibilità, perché permette di consolidare relazioni il cui valore, anche in senso strettamente economico, supera di gran lunga quello delle impression di un post Instagram.

Provate a mettervi nei panni del progettista di una campagna di crowdfunding supportata da un partner che non ha un volto e  che ha sempre limitato le occasioni di confronto alla compilazione di un form o all’invio di una mail. È vero, vi supporta economicamente, ma terminata la raccolta fondi cosa resterà?

Provate a ora invece a mettervi nei panni di un progettista che:

  • conosce la persona referente per il crowdfunding all’interno dell’organizzazione che cofinanzierà la sua raccolta fondi e ha avuto l’occasione di confrontarsi con lei sulla sua idea prima ancora di presentarla formalmente;
  • conosce il proprio Campaign Manager che lo aiuta a sviluppare il progetto molto prima che sia pubblicato su Ideaginger.it, ha il suo numero di telefono e può chiamarlo quando vuole;
  • è stato coinvolto in una riunione insieme al partner e il suo Campaign Manager per capire come sviluppare una strategia di comunicazione efficace.

Terminata la raccolta fondi cosa resterà? Una relazione, basata su un reale senso di squadra, un legame che travalica quello del contributo economico e che tiene acceso il desiderio di lavorare nuovamente insieme, anche su fronti diversi da quello del crowdfunding.

Ecco, questo penso sia il valore più grande che un’organizzazione possa trovare in una partnership con Ginger e nella decisione di investire nel crowdfunding di comunità.