Pubblicato: 27/06/2018 Da: Virginia Giovani

Il crowdfunding di Città Migrante per sensibilizzare la collettività

Città Migrante è un'associazione di Reggio Emilia in cui cittadini di origine straniera e italiana promuovono la cultura dell'accoglienza. All'interno della nuova sede, presso la stazione di Santa Croce, sono in programma numerosi progetti: dalla scuola di lingua italiana per stranieri a una ciclofficina, passando per l'iniziativa “Cucine senza Frontiere”. 

Per proseguire la propria attività a Città Migrante servivano le risorse per coprire i costi delle utenze nonché quelli dei lavori di recupero dello stabile adibito a nuova sede. Da questa necessità è nata la campagna di crowdfunding Sostieni Città Migrante! che ha raccolto su Ideaginger.it oltre 5.100 euro da più di 180 sostenitori. Abbiamo chiesto allo staff di Città Migrante com'è stata l'esperienza del crowdfunding, anche in ottica di sensibilizzazione del territorio sul tema dell'accoglienza.

Città Migrante ha mai fatto raccolta fondi prima di questa campagna di crowdfunding?

Città Migrante ha già effettuato in passato raccolte fondi, in occasione di eventi singoli come cene o serate, ma mai in modo sistematico e prolungato finora.

Com’è stato il primo approccio con il crowdfunding?

Il primo approccio con il crowdfunding è stato certamente complesso: la difficoltà principale è stata sviluppare un linguaggio che veicolasse i messaggi a cui teniamo, ma fosse allo stesso tempo in grado di interessare chi ci segue in rete. Da questo punto di vista il confronto propedeutico con Ginger in fase di creazione della campagna è stato utile e proficuo.

Come avete raggiunto chi già vi conosceva per fargli sostenere il progetto, sia online che offline?

Durante la campagna è stato fondamentale parlare tanto dei nostri progetti, anche con chi già ci conosceva: solo così siamo riusciti ad illustrare meglio le finalità del crowdfunding. Anche la divulgazione dei contenuti online ci ha aiutato, seppur forse in misura minore, più in funzione di supporto al discorso.

Pensi l’esperienza sia stata utile per sensibilizzare la comunità sul tema dell’accoglienza?

In un periodo complesso come questo crediamo che anche uno strumento come il crowdfunding possa aumentare la sensibilità collettiva sul tema.

Oltre alla raccolta fondi, quali opportunità vi ha dato la campagna di crowdfunding?

Sicuramente il crowdfunding ci ha permesso di divulgare al meglio, soprattutto nella realtà cittadina di Reggio Emilia, le finalità e gli obiettivi della nostra associazione, che ovviamente non si esauriscono nel breve periodo, ma mirano a un miglioramento continuo della società in cui viviamo tutti i giorni. Sconfiggere la violenza e il razzismo che ci circondano, promuovere una società inclusiva ed accogliente rimangono infatti lo scopo della nostra attività quotidiana.

Se ti chiedessero di descrivere il crowdfunding in con tre parole quale useresti e perché?

Utile: il crowdfunding ha stimolato un'importante riflessione al nostro interno, in fase di progettazione della campagna, sugli obiettivi ultimi dei nostri progetti quotidiani.

Diretto: il crowdfunding ci ha permesso di chiedere in modo chiaro, senza troppi giri di parole, ciò di cui avevamo bisogno.

Efficace: il crowdfunding ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati.

A tu per tu...