Pubblicato: 27/04/2017 Da: Luca Borneo

Millini per Amatrice: rock, fantasia e solidarietà per aiutare il Comune di Amatrice

I millini sono persone che hanno suonato o cantato ad almeno uno degli eventi Rockin’1000. Un gruppo di millini ha deciso di raccogliere fondi per il Comune di Amatrice, colpito dal terremoto dell’agosto scorso, realizzando un calendario dall’anima rock, sexy e divertente. Così è nata Millini per Amatrice, campagna di crowdfunding che si è conclusa con successo su Ideaginger.it. 

Abbiamo chiesto ad Alice Mazzoni, anima del progetto, di raccontarci l’avventura di questo gruppo di amici dal grande cuore.

Anzitutto, come è nata l’idea del calendario? Come avete pianificato i lavori?

Come prima cosa GRAZIE. A chi ha collaborato, a chi ha partecipato e a voi, per avermi definito “anima del progetto”. Ho avuto un discreto tuffo al cuore, ma la definizione non è esatta e ora vi spiego perché.

L’idea di un calendario con le milline è stata di Dario Silvestri, millino e uno dei due fotografi del progetto. Ne stavamo parlando e un giorno gli ho detto: "ok, facciamolo, ma facciamolo con un senso. Raccogliamo fondi per Amatrice! Ti va?" Il calendario delle milline è diventato una raccolta fondi e si è sdoppiato nella versione femminile e in quella maschile. Era metà settembre, avevamo in mano “solo” un’idea e avevamo a disposizione tre mesi appena per portare tutto a compimento. Abbiamo chiamato immediatamente i rinforzi. Prima su tutti Silva, poi Manuel Nibale, l’altro fotografo e subito modelli e modelle.

Per realizzare il progetto avete formato un team di persone. Su quali competenze avete potuto contare?

La squadra è stata fondamentale. Da solo nessuno di noi avrebbe combinato nulla di tutto ciò. Il nucleo principale era composto da Dario, Manuel, Silva e me. Nello specifico, Dario e Manuel hanno seguito gli shooting, messo a disposizione i loro studi, scattato e modificato le foto; io lavoro nel marketing/comunicazione per cui mi sono dedicata principalmente a quella parte; Silva ha aiutato me nell’organizzazione di tutto e soprattutto ha gestito i contatti con i fornitori e tutta la parte delle spedizioni. Ah! Ha fatto lei l’impaginazione del calendario!

Ciò che mi preme sottolineare è che, sebbene ognuno di noi avesse le sue competenze specifiche, abbiamo cercato nel limite del possibile di prendere le decisioni importanti tutti insiemeVi faccio solo un esempio: per scegliere gli scatti definitivi da inserire nei calendari ci siamo trovati tutti e quattro a casa di Manuel. E abbiamo impiegato qualcosa come 8 ore! 

Al di là di noi quattro, abbiamo poi avuto l’aiuto di Daniele Germiniani per alcune idee sul crowdfunding, di Daniele Sghedoni e Roberto Rocca per alcuni problemi al sito, di Matteo Bellotto per la cartella stampa e dello staff del Rockin’1000 per l’ultimo e fondamentale miglio della promozione. Abbiamo avuto anche “lo stagista” Gabriele Torricella, fotografo in erba e con buona volontà e pazienza, che ci ha dato una mano.

Quale è stato il momento più divertente della vostra campagna? E quale invece la difficoltà imprevista?

Personalmente il momento più divertente della campagna è stato quando ho fatto i montaggi del backstage del video promozionale. Abbiamo pubblicato i migliori sulla pagina facebook sotto #Backstagein1000, ma sceglierli è stato complicato, ci sono stati momenti in cui non riuscivo a smettere di ridere!

La difficoltà imprevista diciamo che è stata più un timore che si è concretizzato, ovvero: il Natale! Abbiamo fatto il possibile per riuscire a mandare in stampa i calendari prima di Natale e riuscire a spedirli entro la fine dell’anno, ma tra i tempi tecnici dello stampatore (che avevamo calcolato, ma evidentemente non abbastanza) e i complicati passaggi per attivare una modalità di spedizione super economica, abbiamo accumulato un ritardo importante. È andata così, ma abbiamo dato meno importanza al “presto” e più a spendere il meno possibile per poter donare una cifra più alta ad Amatrice. Male, ma non malissimo!

Alla luce della tua esperienza, c’è un consiglio che ti sentiresti di dare a chi debba preparare la strategia di comunicazione di una campagna di crowdfunding?

Risposta difficile per me da riassumere in poche righe. In generale posso dire:

  • cerca di capire esattamente chi sono i tuoi potenziali donatori e dove li puoi trovare, sia online, sia offline.
  • valuta attentamente quali canali usare per la tua promozione (sito? social? ecc). Non devi necessariamente fare TUTTO, fai solo quello che ti serve veramente e che non rappresenti un impiccio (ad esempio noi avremmo dovuto fare instagram, ma purtroppo non ci è venuto in mente per tempo).
  • cerca dei “partner” che abbiano un ampio bacino d’utenza già consolidato (in target con la tua idea!), falli innamorare del progetto e chiedigli se ti danno una mano a farne parlare.
  • valuta bene la durata della campagna e preoccupati di avere contenuti (cose da dire) per coprire tutto quel periodo.
  • se qualcosa sta andando storto, comunicalo. Nella maniera più semplice e onesta che ti viene.
  • mettici il cuore.

Cosa ha significato per te fare crowdfunding?

Per me fare crowdfunding ha significato raggiungere un obiettivo tutti insieme. Millini per Amatrice è stato possibile grazie a tutti coloro che hanno contribuito in qualsiasi modo: dai modelli, ai donatori, a chi ha anche solo condiviso un link sui social. Questo calendario è stato fatto da tutti.

Crowdfunding per me non è una donazione, è sentirsi parte di un progetto. È condividere e portare avanti un’idea fra molti.


A tu per tu...