Pubblicato: 21/12/2017 Da: Virginia Giovani

Solidarietà e bellezza: due parole che il Teatro dell'Argine ama e ha riscoperto con il crowdfunding

Abbiamo comprato un tendone da circo! È bello, è bianco ed è vuoto”. Questo l’incipit del testo della campagna di crowdfunding ITC Lab. C'è niente di più triste di un circo vuoto?.

La Compagnia Teatro dell'Argine si trova alle porte di Bologna e da anni organizza numerosissime attività culturali e formative per differenti fasce di età. Con il tempo è sorta la necessità di costruire un nuovo spazio, una piazza coperta per fare incontri e divertirsi: il tendone ITC Lab. 

Mentre si definivano i laboratori del mattino per fare arte terapia e dal pomeriggio fino alla sera si immaginavano spettacoli e feste, la compagnia ha colto la necessità di fare crowdfunding, per raccogliere fondi e iniziare a riempire il tendone. La campagna ha coinvolto 118 sostenitori, arrivando a raccogliere più di 6.000 euro. Dopo questa avventura abbiamo chiesto ad Andrea Paolucci, direttore artistico della compagnia e responsabile dell’iniziativa, come è stata l'esperienza del crowdfunding.

1.Come mai il Teatro dell’Argine ha deciso di fare crowdfunding?

Avevamo il progetto giusto. Siamo abituati a offrire occasioni per stare insieme attraverso il teatro: spettacoli, corsi, eventi. Tutte attività che riusciamo a organizzare all’ITC Teatro, una sala da 220 posti, e all’ITC Studio, lo spazio dedicato alla didattica con ben 7 sale prove. Ma avevamo in mente di fare alcuni progetti, specialmente legati al sociale, al lavoro con le fragilità, al coinvolgimento di nuovi pubblici, per i quali non avevamo lo spazio giusto. Ed ecco l’idea del tendone da circo come luogo polivalente, dove guardarsi in faccia e fare cose insieme. A cominciare dalla colletta per attrezzarlo insieme e finanziare le prime attività. Il crowdfunding ci è sembrato un modo non solo per chiedere un aiuto economico, ma per condividere un progetto di solidarietà e bellezza, due parole che amiamo molto.

2.Con il teatro siete abituati a promuovere eventi e attività, hai riscontrato differenze tra la vostra comunicazione tradizionale e quella fatta per la raccolta fondi?

Abbiamo imparato molto, soprattutto grazie a voi. La comunicazione è stata fatta sia sui social che dal vivo, nelle molte occasioni in cui l’ITC Teatro è stato aperto. Parlare direttamente alle persone, raccontargli i tuoi obiettivi, magari riuscire a trasmettere la tua passione e la tua determinazione, sono state le azioni che hanno dato i risultati migliori. Metterci la faccia è servito molto. E quando alla fine abbiamo capito come essere chiari ed efficaci, la campagna è finita! Diciamo che siamo pronti per la prossima!

3.La vostra realtà è molto nota sul territorio, come avete coinvolto le persone che già vi conoscono nell'iniziativa? Quali strumenti avete usato per avvicinare nuovi sostenitori?  

Come ti dicevo li abbiamo incontrati. Prima virtualmente, sui social, via email, nelle tante newsletter che abbiamo per gli spettatori, i corsisti, ecc. Poi li abbiamo invitati a venire a vedere il tendone, come lavoriamo, cosa volevamo farciÈ stato un lavoro capillare, persona per persona. Molti dei nostri primi sostenitori hanno iniziato a fare passaparola, a tornare portando un amico, a condividere e rilanciare. Anche questo lavoro di “secondo grado” è stato importantissimo. 

4. Quali soddisfazioni maggiori vi ha regalato questa campagna?

Aver scoperto l’affetto della nostra comunità. Tutti ci hanno aiutato a rilanciare e a far conoscere il progetto e molti di loro hanno donato con una generosità inusuale. 

5. Cos'è il crowdfunding secondo te? 

Un’occasione unica per incontrare persone con cui condividere un percorso e scoprire che la solidarietà e la generosità albergano in persone insospettabili vicino a te

A tu per tu...