Pubblicato: 17/07/2017 Da: Luca Borneo

Storie per tutti: una bellissima favola con finale a sorpresa

Il crowdfunding è uno strumento straordinario, capace di scrivere avventure che nemmeno il più abile sceneggiatore potrebbe immaginare, proprio come è successo nel caso di Storie per tutti, la campagna di crowdfunding lanciata su Ideaginger.it dall’Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna. Il progetto è nato con l’obiettivo di raccogliere i 4.000 euro necessari per realizzare un innovativo ciclo di letture ad alta voce, che rendesse accessibili favole e racconti anche ai bambini con disabilità sensoriali o difficoltà di lettura o apprendimento, e si è trasformato in una delle campagne più sorprendenti dell’anno. In che modo? Lo abbiamo chiesto direttamente a Valeria Alpi, responsabile della campagna di raccolta fondi.

Come è nata la decisione di ricorrere al crowdfunding e come avete preparato la vostra campagna?

Storie per tutti sono letture ad alta voce per i bambini dai 3 agli 8 anni e vengono realizzate con varie modalità e coinvolgendo più persone (attori, musicisti, interpreti LIS, ecc.) in modo da renderle accessibili a tutti. Gli incontri sono gratuiti per i bimbi e i parenti, ma ovviamente hanno un costo per chi li realizza. Avevamo già realizzato due edizioni, ma non riuscivamo più a sostenere le spese del progetto ed Emil Banca (dove il Centro Documentazione Handicap ha il conto corrente) ci ha parlato della possibilità di frequentare un corso sul crowdfunding con Ginger. Ci è sembrata una bella opportunità, soprattutto per metterci anche alla prova. 

Per preparare la campagna abbiamo costruito un piccolo video che raccontasse il progetto e mostrasse le Storie e la soddisfazione dei bambini, abbiamo preparato un testo, un comunicato stampa, scelto delle immagini, e abbiamo realizzato una sorta di mappatura dei vari gruppi cui inviare la notizia del crowdfunding, sia tra chi si occupava di disabilità, sia tra chi si occupava di infanzia. Abbiamo anche realizzato una cartolina da distribuire in vari luoghi significativi della città o da dare a mano alle persone incontrate, e delle locandine da affiggere nei luoghi che poi ci avrebbero ospitato se il crowdfunding fosse andato bene, come i reparti pediatrici. 

Quali canali di comunicazione avete utilizzato per parlare ai vostri sostenitori e quale si è dimostrato il più efficace?

Abbiamo inviato un comunicato stampa a tutti i mass media locali (quotidiani, siti web, radio…) e a tutti i siti specifici sulla disabilità e sul mondo dei bambini. Abbiamo anche inviato una newsletter a tutti i nostri contatti, e altri gruppi bolognesi hanno inserito la notizia nelle loro newsletter, come il sito web di informazione sociale BandieraGialla.it o la Formica Alata di VolaBO, il Centro Servizi del Volontariato di Bologna. Ma soprattutto abbiamo cercato di creare il più possibile dei contatti personali: quindi abbiamo inviato email specifiche e personali a chi conoscevamo nel mondo dell’associazionismo sulla disabilità, ad altre biblioteche affini alla nostra, alle case editrici “amiche”, e a tutti i nostri contatti privati. Abbiamo usato per questo sia la mail che Whatsapp

Poi ovviamente ci siamo affidati anche molto a Facebook, alla pagina del Centro Documentazione Handicap, pubblicando la notizia più volte con materiale sempre diverso (foto, piccoli video, frasi dei bambini che hanno partecipato alle Storie, ecc.) e condividendo i vari post non solo sui nostri profili, ma anche in gruppi cui siamo iscritti, o in altre pagine affini a noi. 

Soprattutto nelle prime settimane il mezzo più efficace si è rivelato il passaparola: parlavamo del progetto direttamente con le persone che ci conoscevano e si fidavano di noi, e a loro volta queste persone parlavano di noi ai loro amici. 

Il 3 luglio è un giorno che non dimenticherete facilmente! Dopo aver già raccolto oltre 5.000 euro, e aver quindi superato di più di 1.000 euro l’obiettivo iniziale, la vostra campagna ha avuto un’ulteriore impennata, che in tre giorni vi ha permesso quasi di raddoppiare i fondi raccolti fino a quel momento. Puoi raccontarci il colpo di scena che avete organizzato?

Avevamo scelto di tenere aperta la campagna 60 giorni e dopo appena 31 giorni avevamo raggiunto l’obiettivo dei 4.000 euro. Abbiamo deciso di rilanciare la campagna con le modalità dette prima, aggiungendo che con gli eventuali soldi in più avremmo portato le Storie anche nelle biblioteche dell’Appennino bolognese, dove i bimbi, soprattutto in inverno, sono più isolati. Piano piano abbiamo superato i 5.000 senza mai fermarci un giorno, poi devo ammettere c’è stata una sorpresa anche per noi! 

Un nostro conoscente ha realizzato un oggetto artigianale in edizione limitata e numerata e ha deciso di donarlo per la nostra campagna: in pratica ha messo online una sorta di “lotteria di beneficenza”, tra tutti coloro che avessero donato entro tot ore al progetto Storie per tutti sarebbe stato sorteggiato il vincitore dell’oggetto. Questo artigiano ha molto seguito sui social, con followers da tutto il mondo. In pochissime ore tanti donatori si sono aggiunti alla campagna, donando sia la cifra minima ma anche cifre molto più consistenti. Evidentemente alcuni di questi donatori inattesi una volta scoperto il progetto ci hanno creduto e hanno voluto sostenerlo al di là del sorteggio. 

Grazie al sostegno di 370 persone avete raccolto 10.200 euro, pari al 255% del budget iniziale. In termini di fondi raccolti il risultato della vostra campagna di crowdfunding è stato strepitoso. Questa esperienza vi ha lasciato anche qualcos’altro oltre i fondi raccolti?

Le persone quando donavano potevano lasciare un commento ed è stato bello vederne tanti positivi di gente che ha valutato il progetto come qualcosa di davvero importante per i bambini e le famiglie. E’ un progetto unico, non esiste in Italia qualcosa di analogo, quindi per noi era fondamentale che passasse questo concetto e che le persone si potessero fidare che i soldi sarebbero davvero andati a buon fine. Abbiamo creato una nuova mailing list con i donatori, che riceveranno aggiornamenti sulle Storie e foto di quello che realizzeremo grazie a loro. 

Per noi era la prima campagna di crowdfunding, quindi era un metterci alla prova: al di là dell’exploit finale, che è stato un aiuto esterno, la campagna ci ha permesso di capire le nostre risorse ma anche i nostri limiti quando dobbiamo contare solo su noi stessi. 

Quale consiglio daresti a una realtà del terzo settore intenzionata a lanciare una campagna di crowdfunding?

Nel momento in cui la campagna prende il via non bisogna fermarsi mai, ma come formichine accumulare contatti giorno dopo giorno, fare un tam tam continuo, non mollare e soprattutto collaborare tutti insieme alla riuscita della campagna: non ci può essere un responsabile che porta avanti il progetto da solo, serve la spinta di tutto il gruppo, ogni persona è una risorsa con i suoi contatti personali e con la propria capacità di coinvolgere il pubblico. Ogni dipendente, collaboratore, volontario di una organizzazione no profit deve aggiungere qualcosa di suo alla campagna. 

Come vi aiuteranno a sviluppare il progetto Storie per tutti i fondi in più che avete raccolto?

Riusciremo sicuramente a potenziare le proposte che avevamo in mente, quindi oltre a portare a termine la terza edizione delle Storie, con 14 appuntamenti di cui 3 nei reparti pediatrici degli ospedali bolognesi, aggiungeremo anche alcuni incontri sull’Appennino ed eventualmente un altro ospedale in provincia. Avremo anche maggiori risorse per documentare il progetto e potremo iniziare a programmare addirittura la quarta edizione

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