Pubblicato: 29/11/2017 Da: Virginia Giovani

Una campagna di crowdfunding per aiutare il Santuario della Madonna dell’Acero

Il Santuario della Madonna dell’Acero è nato nel 1535 tra le montagne dell'Appennino Tosco-Emiliano. L’edificio è sorto a sostituzione di un tempietto in pietra che proteggeva un antico acero, diventando ben presto un luogo di rifugio per i pellegrini. Il trascorrere degli anni ha lasciato il segno sul Santuario rendendo necessario restaurarne il tetto, ormai provato dalle intemperie e delle vicende storiche di cui l’edificio è stato protagonista.

Per coprire parte degli alti costi dei lavori di ripristino l’Associazione Amici del Santuario ha lanciato la campagna di crowdfunding Un tetto per Madonna dell'Acero, che ha raggiunto l’iniziale obiettivo di 6.000 euro con largo anticipo e si è conclusa raccogliendo oltre 7.100 euro da 118 sostenitori. Il responsabile del progetto, Matteo Rigotti, racconta come la sua associazione ha vissuto questa attività di raccolta fondi.

1. Com'è nata l’idea di fare crowdfunding?

L’idea è stata del nostro consigliere Cesare Lenzi, membro dell’Azione Cattolica di Bologna che ha operato una campagna di raccolta fondi simile per la chiesetta del Falzarego. Ci ha presentato l’opportunità sottolineando l’ottima riuscita del loro progetto.

2. La campagna ha coinvolto quasi 120 donatori, come siete riusciti ad avvicinare così tante persone?

I canali principali sono stati tre: nelle primissime fasi ci sono state le donazioni delle persone vicine alla nostra Associazione tramite passaparola, nel frattempo abbiamo messo in moto una campagna social che prevedeva circa un post ogni 2/3 giorni sulle pagine Facebook del Santuario e dell’Associazione (tutti senza l’utilizzo di sponsorizzazioni a pagamento). L’ultimo canale è stato quello della campagna offline, rivolta soprattutto alle persone anziane: un manifesto è stato appeso presso il Santuario e sono stati distribuiti volantini informativi anche presso la Parrocchia di San Cristoforo (che ha in gestione il Santuario). Tramite questo mezzo siamo riusciti a raccogliere molte offerte offline da quei soggetti interessati al tema ma non raggiungibili digitalmente.

3. Quali sono state le soddisfazioni maggiori che vi ha regalato questo progetto?

Personalmente mi ha colpito molto la generosità che le persone dedicano a temi di questo tipo. Un’altra grande soddisfazione, anche se indiretta, è stato vedere come siano cresciuti i numeri delle due pagine Facebook che gestiamo e che hanno documentato la campagna in questi tre mesi.

4. Quale è stata la difficoltà più grande con cui vi siete dovuti confrontare?

La difficoltà più grande probabilmente è stata quella di mantenere la costanza nella comunicazione, soprattutto in un periodo di vacanza e relax come quello estivo, nonché di trovare ogni giorno contenuti non ripetitivi e banali da proporre. 

5. Come siete riusciti a superarla?

La festa del Santuario di agosto ci ha permesso di raccogliere diversi contenuti da poter proporre lungo la campagna. Inoltre è stato utile raccogliere i contenuti non da una ma da più persone, in modo da mostrare punti di vista diversi e essere meno banali e ripetitivi.

6. Alla luce della tua esperienza, come completeresti la frase Il crowdfunding è...

Il crowdfunding è un’ottima occasione non solo per raccogliere denaro, ma anche per mostrarsi agli altri e ottenere un riscontro, per rendersi conto di quanto una realtà sia tenuta in considerazione dalla collettività. Inoltre, grazie alle ricompense, si può dare l’occasione a chi fa una donazione di legarsi, nel nostro caso, a un luogo, e di ravvivare l’interesse di chi potrebbe averlo perso nel tempo.

A tu per tu...