09/02/2024 di Federica Risolino, Comunicazione Ginger

La tua guida pratica per "metterci la faccia" in una campagna di crowdfunding

Qual è la prima cosa che fate appena conoscete qualcuno per la prima volta? Vi presentate, ovviamente. 

Che il luogo sia fisico oppure virtuale, ci guardiamo negli occhi, facciamo un sorriso,  diciamo il nostro nome e, se fisicamente nello stesso luogo, ci stringiamo la mano. 

E se l’incontro è per raccogliere fondi? A maggior ragione!

Con una campagna di crowdfunding, infatti, le cose non funzionano diversamente. Bisogna metterci la faccia e sfruttare il crowdfunding come occasione per farvi conoscere meglio. 

Immaginate la pagina della vostra raccolta fondi come uno specchio. Uno specchio?

Si, proprio uno specchio. Un mezzo attraverso il quale riflettere il progetto che volete realizzare e permettere alle persone di conoscerlo in maniera approfondita, scoprendone dettagli, caratteristiche e obiettivi. Ma anche un mezzo per mostrare voi stessi, per far vedere chi sono le persone che credono in quel progetto, che lo hanno pensato, sognato e che adesso stanno lavorando sodo per trasformarlo in realtà.

E quindi come facciamo a metterci la faccia? Presentandovi, condividendo con coloro a cui state chiedendo aiuto il motivo per il quale dovrebbero scegliere di sostenere il vostro progetto. Lo potete fare raccontando la vostra realtà, le attività che portate avanti e quello che fate per il territorio. Oppure, dandovi un volto, condividendo immagini relative al progetto, alle persone del team, dicendo il vostro nome o svelando qualcosa di ognuno di voi. Tutto questo permette a chi vi legge di entrare a far parte della vostra squadra e, di conseguenza, di credere con voi nel vostro sogno. 

Perché bisogna metterci la faccia?

Provate a farvi questa domanda: “Sceglierei di aprire il mio portafoglio per qualcuno che non conosco?”.

Se ci pensate è proprio di questo che stiamo parlando. Lanciare una campagna di raccolta fondi significa chiedere alla comunità di supportare la vostra idea e scommettere - insieme a voi - su quell’idea investendo dei soldi. Allora non è di fondamentale importanza sapere a chi andranno questi soldi? Chi sono le persone che li riceveranno e che li useranno per realizzare quel determinato progetto?

Si tratta di trasparenzaMetterci la faccia significa anche assumersi una grande responsabilità e dire “eccoci, siamo noi ad assicurarti che una volta raggiunta questa cifra realizzeremo quanto promesso, sostienici”. Solo in questo modo è davvero possibile costruire un rapporto di fiducia attraverso il quale si può fare comunità e insieme dare vita a cose davvero belle. 

Ma dove la metto la faccia?

Se vi state chiedendo nella pratica come si fa a metterci la faccia in una campagna di raccolta fondi online non vi preoccupate, abbiamo selezionato qualche esempio per darvi un’idea più concreta e magari anche qualche fonte di ispirazione.

Pagina dedicata al progetto

Abbiamo detto che la pagina dedicata alla campagna deve diventare lo specchio del vostro progetto e della vostra realtà. Bene, non si tratta di un concetto puramente metaforico, ma decisamente pragmatico! 

Metterci la faccia, infatti, significa mettercela letteralmente!

Per questo consigliamo sempre ai nostri progettisti di aggiungere, nel testo della campagna,  un paragrafo dedicato alla propria realtà e di mostrare chi sono i membri del team inserendo immagini che li ritraggono insieme. In questo modo i sostenitori, oltre che leggere la vostra storia, l’obiettivo progettuale e i vostri nomi, potranno conoscervi in maniera più approfondita. D'altronde sappiamo tutti che “l’occhio vuole sempre la sua parte” e vedere in faccia chi sono le persone a cui sto aprendo sia il mio cuore che il mio portafoglio mi permette di creare una relazione personale basata su reciprocità e condivisione di un medesimo obiettivo.  

Per rendere meglio l’idea, guardate come hanno presentato la propria squadra i progettisti del Comune di Casalecchio che hanno lanciato la campagna “Gloria. Una cargo bike a spasso per Casalecchio”.


Due righe descrittive, piccole immagini accompagnate da un commento divertente e qualche icona sono semplici ingredienti ma per niente banali!

Anche la presentazione del team di La Bicicletta Gialla della campagna “UN GRANDE SCHERMO per una piccola valle”  è fatta di semplicità: attraverso una grafica creativa e un tocco ironico che accompagna la descrizione di ogni membro della squadra i progettisti sono riusciti a trasmettere il loro animo solare facendo sentire immediatamente il lettore più vicino al progetto.


Video dedicato al progetto

E il video? Un’altra ottima occasione per metterci la faccia e farsi conoscere dai sostenitori! Bastano pochi secondi per fare la differenza e ce lo dimostrano molto bene i ricercatori di Unito della campagna “Matematica senza barriere”.

 

Ma anche i progettisti della campagna “Road to iceland, il docu film” , che ci danno un chiaro esempio di come sia fondamentale essere i primi a raccontare il progetto alle persone. Chi meglio di voi che ci credete con dedizione ed entusiasmo può trasmettere il valore del progetto agli altri?

Strategia di comunicazione

Una raccolta fondi online non si limita, però, solo alla piattaforma. Promuovere una campagna significa utilizzare tutti i canali che si hanno a disposizione per raccontare alla comunità tutte le sfumature del progetto, per far comprendere al meglio ciò che si vuole realizzare, il perché e quali sono i requisiti per trasformare una semplice idea in qualcosa di tangibile. A maggior ragione, quindi, diventa altrettanto efficace “spendere”  la propria faccia anche sui canali di comunicazione che avete a disposizione per diffondere la campagna. 

Qualche idea?

Potreste dedicare alcuni contenuti specifici per presentare i membri del team, come hanno fatto le ricercatrici di "Virtual Vet Lab: per una didattica 4.0”

Oppure potreste creare mini video in cui date maggiori dettagli in merito al progetto, alla campagna e alle vostre attività concludendo con un appello finale per chiedere direttamente il supporto della community, come hanno fatto le progettiste dell’Associazione Cucciolo di Bologna.


Spazio alla creatività!

Non esiste un modo giusto o sbagliato per metterci la faccia. Ognuno lo può fare rispettando il proprio modo di fare, il proprio tono di voce e la propria identità. L’importante è tenere sempre a mente chi sono i destinatari della comunicazione e qual è la strategia migliore per rivolgersi a loro, parlando la stessa lingua. In tutto questo non bisogna mai dimenticare di giocare tanto con la creatività! 

Se desideri cominciare a progettare la tua campagna di crowdfunding e scoprire come fare a metterci la faccia parti dal corso di formazione di Ginger. Ti aspettiamo in aula!