Pubblicato: 23/11/2021 Da: Veronica Bacci Bonivento

L’importanza della community per una campagna di crowdfunding

Tra le domande che ci siamo sentiti rivolgere più spesso durante i nostri webinar e corsi di formazione non mancano mai quelle legate ai propri sostenitori. 
I progettisti alle prime armi ci chiedono spesso: 

Posso lanciare una campagna senza avere una comunità da coinvolgere?”
“Ci pensa la piattaforma a farmi incontrare i donatori?” 

oppure ancora 

“Voglio lanciare una campagna di crowdfunding per realizzare questo prodotto, a chi mi rivolgo?

Diciamolo chiaramente fin da subito: non può esserci crowdfunding senza una comunità. 

Ok, ma come fare a conoscere la propria community? 

Ecco 3 regole d’oro per comprendere il tuo pubblico e valutare lo stato di salute della tua comunità. 

1. Analizza il tuo pubblico e i dati che hai a disposizione 

Tu conosci i tuoi sostenitori? Non è una domanda freudiana, ma il punto di partenza imprescindibile per realizzare una campagna di successo. 

Sarebbe poco realistico affermare che TUTTI siano interessati a sostenere la tua campagna di crowdfunding anzi, una simile convinzione ti porterà a schiantarti dritto contro un muro. 

Il segreto di una buona campagna di crowdfunding è tutto racchiuso nella conoscenza della propria comunitàInizia valutando quanto di più prezioso in tuo possesso: la rete di relazioni. Dovrai quindi procedere analizzando lo stato di salute della tua comunità. Che cosa significa? 

La prima vera sfida di un progettista è chiedersi quali dati ha a disposizione per intercettare e coinvolgere quanti più sostenitori possibile. Uno strumento fondamentale in questo senso è un database aggiornato con i riferimenti di tutti i propri contatti. 

Ad esempio, consultando il database si potranno estrapolare in fretta i dati di tutti i sostenitori che hanno fatto una donazione a favore della tua associazione nel corso del 2021 e contattarli attraverso un messaggio mirato, che li inviti a sostenere la campagna di crowdfunding. 


Avere un proprio database è alla base di ogni strategia di marketing digitale, sia lato profit che non profit.  La creazione, la segmentazione e il mantenimento costante del database sono elementi che permettono a una campagna di evolvere per raggiungere il suo obiettivo economico, coinvolgere maggiori sostenitori e avere successo. 

Un secondo passaggio importante per completare il check up della tua comunità è valutare se e in quali modalità la tua associazione o impresa è presente online

Quali canali social utilizzi? Quanti e quali followers seguono ciascun canale?
Il pubblico interagisce con i contenuti pubblicati? Con quale frequenza? 

Un’analisi preliminare sulla presenza del proprio pubblico sui social è fondamentale per avere bene a mente il contesto in cui ci si muove. Prima di lanciare una campagna di crowdfunding è dunque necessario prendersi il tempo per analizzare gli strumenti di comunicazione digitale adottati dalla tua organizzazione. Non serve essere presenti ovunque, ma solo sui canali più affini alla tua comunità. Spesso il vecchio detto “pochi ma buoni” si rivela la scelta migliore per parlare al pubblico a cui il tuo progetto interessa davvero. 

2. Suddividi il target in segmenti 

Per individuare la giusta community di riferimento il successivo passo da compiere è scomporre il target per segmenti, in modo da scovare la strategia più efficace per entrare in empatia con il proprio pubblico. 

Se è vero che ogni campagna di raccolta fondi si rivolge ad un’audience specifica, è altrettanto vero che non può esistere un solo pubblico “giusto” per la tua campagna

Inizia suddividendo il tuo pubblico per cerchie distinguendo tra segmenti primari e secondari che, presi nel loro insieme, ti porteranno a raggiungere il traguardo. In funzione del progetto che vorrai realizzare, potrà essere più o meno semplice ed immediato individuare il segmento di riferimento primario. 

Ad esempio, se l’obiettivo della campagna di crowdfunding è riqualificare il campo da rugby in cui si allena la tua squadra,  è chiaro che il primo target di riferimento sarà quello degli appassionati di rugby che vanno tutti i weekend a vedere una partita. 

Il bravo progettista non si ferma qui, ma esplora anche i segmenti secondari, terziari e via dicendo fino ad individuare anche quelli più affini al proprio progetto e al territorio di appartenenza, oltre ovviamente a tutti i contatti che già compongono il tuo database. 

Riprendendo l’esempio precedente, oltre agli appassionati di rugby potrai pensare di coinvolgere anche le associazioni sportive della tua città, i negozi di articoli sportivi e così via. 

Organizzare i sostenitori in segmenti è importante perché ti permette di decidere quale strategia utilizzare per comunicare il tuo progetto a ogni segmento: modalità di contatto, stile del messaggio, tempistiche…Una volta individuati i segmenti di riferimento potrai passare alla fase successiva. 

3. Entra in sintonia con il tuo pubblico 

Dopo aver analizzato il tuo pubblico e aver definito chi sono le persone interessate a sostenere il tuo progetto, resta un’ultima domanda a cui dover trovare risposta: quali sono le motivazioni che spingono i tuoi sostenitori a compiere l’azione, ovvero contribuire alla tua raccolta fondi? 

Questa è una domanda essenziale che devi porti prima di partire con qualsiasi progetto, per avere pronta una risposta accattivante ed emozionante in grado di catturare il giusto pubblico. 

Spesso i progettisti pensano di avere tra le mani l’iniziativa più bella del mondo - e nella maggior parte dei casi è davvero così - ma questo valore non è sempre percepito allo stesso modo da parte dell’audience di riferimento. 

Per andare a fondo e capire davvero bene chi avrai davanti lungo tutto il percorso, devi calarti nei panni di un detective e investigare quello che c’è nel cuore del tuo pubblico

Sono le emozioni a smuovere le persone, a suscitare un’azione. Devi solo capire quali usare e come farlo. Prova a chiederti: 

  • Per quale motivo la tua organizzazione o la tua impresa interessa alle persone? 
  • Perché una persona dovrebbe sostenere la tua campagna? 
  • Perché una persona dovrebbe acquistare il mio prodotto? 
  • Quali sono le motivazioni più nascoste del mio target? 
  • Su quali aspetti emotivi o relazionali posso far leva per coinvolgere il mio pubblico? 

Impara a conoscere i tuoi sostenitori e poi per ognuno personalizza la tua comunicazione puntando sulle leve più efficaci per coinvolgere ciascun segmento. La giusta leva è quella che riesce a far scattare qualcosa dentro ogni persona, capace di scatenare una reazione praticamente immediata da parte del tuo pubblico. 

Che sia il desiderio di ricevere un prodotto in esclusiva, quello di essere accettati dal proprio gruppo o dalla società, che sia il desiderio di comfort o il bisogno di aiutare la propria comunità, solo conoscendo le reali motivazioni ed emozioni che muovono il tuo pubblico sarai in grado di creare contenuti di valore, basati sulle caratteristiche della tua community.

Tiriamo le somme 

Abbiamo visto come nel crowdfunding la natura e la conoscenza della propria comunità sia imprescindibile per portare avanti con successo un’attività di raccolta fondi online ed è quindi necessario investire tempo e risorse per studiare al meglio le caratteristiche dei nostri sostenitori. 

Un’analisi dello stato di salute della comunità serve proprio a questo: si tratta infatti della fotografia del pubblico di riferimento, tesa a evidenziare l’ampiezza del target, i punti di forza, i segmenti potenzialmente più vicini al progetto che vuoi realizzare e le leve di coinvolgimento emotivo che spingeranno il pubblico a sostenerti. 

Se realizzato a dovere, un “community check-up” rappresenta il primo passo verso la scoperta di quelle che sono le mille potenzialità che la tua attività può sfruttare, in termini di raccolta fondi, comunicazione e molto altro. 

Abbiamo preparato un check list riassuntiva gratuita che racchiude, in pochi e semplici punti, informazioni utili e passaggi da seguire per svolgere un community check up.

Scarica qui la guida