Pubblicato: 25/03/2019 Da: Luca Borneo

Strategia di comunicazione, lavoro di squadra e solidarietà, vi raccontiamo #AncheilDawroKonta

ForAfrica è un gruppo missionario della parrocchia del Ss. Crocifisso di Faenza che ha voluto contribuire alla costruzione di una scuola in Etiopia, già avviata dai frati cappuccini dell'Emilia Romagna, raccogliendo i fondi necessari al completamento del tetto. È nata così la campagna di crowdfunding #AncheilDawroKonta! - Adotta una classe, che è riuscita a raccogliere 5.048 euro grazie al supporto di ben 370 sostenitori, e a raggiungere così il 168% dell'obiettivo iniziale.

Il progetto è stato portato avanti grazie all'impegno di alcuni giovani volontari, che hanno messo a disposizione le proprie energie e competenze per raggiungere l'obiettivo finale, grazie anche a un'intuizione creativa vincente.

Il vostro è un gruppo di volontari giovani, quali competenze e attitudini ha portato ognuno di voi al progetto e come vi siete ripartiti i compiti? 

La nostra forza si trova nella diversità di percorsi e di interessi. Siamo un gruppo composto principalmente da studenti universitari e ognuno ha portato le proprie competenze. Gli studenti di Lettere alla comunicazione, quelli di Economia alla gestione e pianificazione delle risorse, i più impegnati su Facebook e Instagram nella gestione dei social network, i grafici alla preparazione di locandine e contenuti per la campagna, e così via. Abbiamo cercato di valorizzare i nostri punti di forza per portare al miglior risultato possibile.

                             

La vostra comunicazione si è caratterizzata per uno stile simpatico, coinvolgente e diretto. Quali pensi siano i vantaggi di un approccio comunicativo “positivo” anche quando si affrontano tematiche sociali serie?

Penso che la gente sia ormai talmente stanca e abituata a ricevere notizie tragiche o di cronaca nera da non prestare più ascolto. Quindi per differenziarci abbiamo cercato di comunicare gioia, speranza e positività, in linea con gli obiettivi del nostro progetto. Trasmettere il messaggio che anche nel nostro piccolo si può fare una buona azione che conti davvero per qualcuno, per noi è già un successo. Trattare tematiche sociali con leggerezza e simpatia non è stato facile, e spesso ci siamo interrogati sulla appropriatezza dei nostri contenuti. Eppure abbiamo tenuto sempre in mente l’obiettivo di comunicare sinceramente l’identità del nostro gruppo: prima di essere volontari, siamo degli amici che si sono uniti per un progetto. Nella nostra comunicazione abbiamo cercato di raccontare l’Etiopia, il paese per il quale ci stiamo impegnando, ma anche noi stessi, attraverso brevi interviste ai membri del gruppo o foto delle esperienze passate di servizio.

Quale consiglio ti senti di dare a chi voglia lanciare una campagna di crowdfunding per un progetto simile al vostro?

Il mio consiglio è di iniziare da una divisione del lavoro e dei reparti d’interesse (comunicazione, organizzazione, grafica, video, divulgazione, etc.) in base alle abilità presenti nelle persone coinvolte nel progetto. Ogni persona può arricchire la campagna secondo la sua formazione e le sue capacità. Inoltre è importante coinvolgere l’intera comunità nel raggiungimento dell’obiettivo. La nostra parrocchia ci ha supportato nei modi più diversi: bancarelle di torte, spettacoli teatrali, concerto dei cori. Basta lasciar spazio alla creatività e al talento e le possibilità si moltiplicano! 

Cosa vi ha lasciato questa esperienza oltre ai fondi raccolti?

Questa esperienza ci ha donato una maggior consapevolezza delle nostre capacità, soprattutto nel comunicare e nel coinvolgere. La sfida del crowdfunding ci ha condotto a sperimentare nuove modalità per avvicinarci alle persone e per raccontare il progetto “Adotta una classe”. Inoltre ci ha dimostrato come una comunità si possa unire per raggiungere un fine comune. Oltre ai fondi, sono arrivati tanti messaggi di incoraggiamento, di stima e di affetto, che ci hanno dato la carica per proseguire nel nostro percorso di formazione missionaria e ci hanno convinto a organizzare nuove attività di autofinanziamento per il futuro.


A tu per tu...